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| Notiziario Grandi Vini Consorzio Export - nr 20 inverno 2007 | Le Aziende: | |||||||||||||||||||||||||||||
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Come per il passato pubblichiamo i dati definitivi della produzione 2007 elaborati dall'Associazione Enologi Enotecnici Italiani - Organizzazione nazionale di categoria dei tecnici del settore vitivinicolo - Assoenologi. Sono il risultato dell'elaborazione di migliaia di rilievi fatti attraverso diverse fonti. La base è data dalle valutazioni condotte a livello locale dalle nostre diciassette Sedi periferiche. Detti dati vengono quindi confrontati con un'altra miriade di informazioni ottenute in modo autonomo dalla Sede centrale dell'Assoenologi. È quindi il computer ad uniformare, razionalizzare ed indicare i necessari controlli incrociati di verifica. La quantità diminuisce e la qualità aumenta La produzione mondiale di vino, sulla base della media del triennio 2004/2006, è di circa 300 milioni di ettolitri, di cui 170 provengono dai Paesi dell'Unione Europea, che produce pertanto poco meno del 60% del vino mondiale. Il 17% della produzione mondiale ed il 30% di quella comunitaria "parlano ancora italiano". Scriviamo "ancora" poiché la media delle nostre produzioni è diversa a seconda dei periodi considerati. Essa, infatti, è di 61,7 milioni di ettolitri se riferita al decennio 1987/1996, cala a 51,4 milioni di ettolitri se rapportata al periodo 1997/2006, per diminuire a 48,4 milioni se calcolata sugli ultimi cinque anni. Vent'anni di evoluzione Il vino italiano in vent'anni è passato da "alimento" a "genere voluttuario". Per dieci anni, fino al 2002, le nostre esportazioni sono ininterrottamente cresciute, raggiungendo primati di tutta considerazione. 2003: le esportazioni segnano il passo Nonostante le eccellenti performance con il 2003 le nostre esportazioni hanno "segnato il passo". Fatta eccezione per i vini venduti in Spagna ed in Russia, che sono aumentati rispettivamente del 29% e del 54%, dell'Inghilterra e della Svizzera che hanno fatto registrare +2% e degli Stati Uniti, Canada e Paesi dell'Est che si sono mantenuti sui livelli del 2002, tutti gli altri mercati hanno manifestato una flessione. 2004 e 2005: le esportazioni tornano a crescere L'Italia nel 2004 ha iniziato la risalita recuperando nel 2005 quanto perduto. Infatti gli sforzi profusi non sono andati vanificati: i dati 2004 hanno fatto registrare un recupero del 5% in valore e del 6% in volume, con tendenza ad un'ulteriore crescita, che si è confermata nel 2005 con un incremento del 10% in volume e del 3,1% in valore rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. A differenza però del passato la crescita ha avuto un andamento non generalizzato, bensì eterogeneo, nel senso che ci sono aziende con il "vento in poppa" ed altre in "profondo rosso", il che vuol dire che ci sono vini che "tirano" ed altri che "pochi vogliono". 2006 e 2007: si torna a volare Mentre i consumi interni continuano a calare, tanto che secondo l'Assoenologi oggi siamo a 49 litri pro-capite contro gli oltre 100 degli anni Settanta, le esportazioni, sia pure tra alti e bassi, sono tornate a volare. Vendemmia 2007: I dati definitivi dell'assoenologi ItalianiLa quantità in sintesi La qualità in sintesi "Siamo di fronte ad una vendemmia molto anticipata, - afferma il dottor Giuseppe Martelli, direttore generale dell'Associazione Enologi Enotecnici Italiani, che spiega - che, fatta eccezione per quella del 2003, difficilmente trova riscontro negli ultimi 70 anni. Questo a causa del verificarsi delle condizioni climatiche e meteoriche. L'inverno 2006/2007 è stato infatti fra i più miti e meno piovosi degli ultimi decenni, il mese di aprile è stato il più caldo degli ultimi 50 anni, mentre quello di luglio, in particolar modo nel Centro Sud, il più afoso degli ultimi cinque lustri. Agosto ha fatto registrare temperature torride al Sud e nella media al Nord, dove alcune precipitazioni sono state alquanto benefiche per la vite. Situazioni che hanno determinato una segmentazione della produzione qualitativa e quantitativa che, nonostante la sua eterogeneità, trova riscontro in una certa omogeneità territoriale.
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